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Un saluto a chi ha raggiunto questa pagina.
Sono Sandro De Angelis, psicologo e psicoterapeuta. Ricevo a Trofarello, alle porte di Torino, e in città vicino alle Molinette, porto avanti gruppi, formazione e progetti di psicologia di comunità.
Prima di essere psicoterapeuta sono stato infermiere. Anzi, lo sono ancora. Ho cominciato nel 1994 ad Ascoli Piceno e ho passato quindici anni in geriatria universitaria a Torino, accanto a persone anziane, ai loro figli, ai colleghi che se ne prendevano cura ogni giorno. Non è un dettaglio biografico: è il punto da cui guardo tutto il resto. In corsia ho imparato che la sofferenza psicologica raramente si presenta annunciata e quasi mai da sola. Arriva mentre si lavora, mentre si assiste un genitore che non riconosce più la casa, mentre si prova a tenere insieme i pezzi senza fare rumore.
Da lì è nato un percorso lungo: la laurea magistrale in Scienze Infermieristiche e poi la laurea magistrale in Psicologia del lavoro e delle organizzazioni, la specializzazione quadriennale in Psicoterapia gruppo-antropoanalitica (SGAI), la formazione EMDR di I e II livello, il protocollo MBSR di mindfulness, un master di II livello in Psicologia della salute organizzativa e, oggi, il master di II livello in Psicologo di Cure Primarie. In parallelo, la frequenza come psicoterapeuta presso il Centro Regionale di Riferimento per i Disturbi del Comportamento Alimentare e presso la Medicina del Lavoro dell'AOU Città della Salute e della Scienza di Torino. Continuo a occuparmi di formazione: progetto percorsi accreditati per il sistema sanitario e insegno come docente a contratto nei corsi di laurea delle professioni sanitarie di UNITO e UNIUPO.
È un curriculum lungo, lo ammetto. Ma la sostanza è semplice: mi interessa la vita delle persone lì dove accade davvero.
I greci avevano due parole per dire "tempo". Chronos è il tempo dell'orologio, quello che si misura e che di solito ci manca. Kairos è il momento opportuno, l'istante in cui una cosa può accadere, e prima no.
Nessuno può stabilire dall'esterno quando arriva il tuo Kairos, nemmeno io. Però ha dei modi piuttosto riconoscibili di farsi avanti: una fatica che dura da troppo, una decisione rimandata da mesi, un'emozione che ti sorprende per intensità, la sensazione di ripetere sempre la stessa scena con attori diversi. Quando inizi a pensarci seriamente, di solito il momento è già arrivato. Chiedere aiuto non è un cedimento né un ritardo: è un modo di stare al passo con il proprio tempo.
Credo in una psicologia che non aspetta le persone dietro una porta chiusa, ma che va dove le persone già stanno: il quartiere, il posto di lavoro, l'ambulatorio del medico di famiglia, il bar sotto casa.
Per questo, accanto allo studio, porto avanti l'Aperitivo Psicologico alla Caffetteria San Giuseppe di Trofarello e la Merenda Psicologica al Barrito di Torino: incontri aperti a chiunque, in cui si parla di emozioni, relazioni e fatiche quotidiane con qualcosa da bere in mano e senza bisogno di prendere appuntamento e altre iniziative del genere.
Per gli stessi motivi ho collaborato per anni con un medico di medicina generale, portando la consulenza psicologica dentro le cure primarie. È lì che i problemi arrivano per primi, spesso travestiti da mal di stomaco, insonnia, stanchezza che non passa. La psicologia delle cure primarie serve esattamente a questo: intercettare presto, abbassare la soglia d'accesso, evitare che una difficoltà diventi un disturbo solo perché nessuno l'ha ascoltata in tempo.
Ho fatto supporto psicologico ai migranti e agli operatori sulle navi quarantena della Croce Rossa Italiana. Ho formato personale ospedaliero sull'accoglienza delle persone transgender nei servizi. Lavoro da sempre con persone con disabilità, con le loro famiglie e con chi le assiste per professione.
Nel mio studio non devi tradurti. Orientamento sessuale, identità di genere, provenienza, fede, disabilità, età, forma del corpo: non sono cose da spiegare o giustificare prima di poter parlare di ciò che ti fa stare male. Sono parte di te, e quindi entrano nel lavoro quando e come deciderai tu.
In seduta capita di piangere e capita di ridere. Non è una distrazione dal lavoro, è parte del lavoro. L'ironia crea la distanza minima che serve per guardare una cosa che da vicino brucia troppo, e restituisce un po' di leggerezza a chi si presenta convinto di essere un caso disperato (quasi nessuno lo è). È sempre ironia con te, mai su di te. E quando c'è dolore, il dolore ha tutto lo spazio che gli serve.
Non ho un protocollo da applicarti addosso. Il primo lavoro che facciamo è mettere a fuoco il problema come lo vedi tu, con le tue parole e le tue priorità. Da lì decidiamo insieme obiettivi, strumenti, tempi e il modo in cui capiremo se stiamo andando nella direzione giusta.
Questa co-costruzione non è una cortesia formale. Un percorso che senti tuo è un percorso che regge anche nelle settimane difficili, e l'aderenza al lavoro terapeutico nasce da qui: dalla condivisione, non dalla persuasione.
Gli strumenti li scelgo in base a ciò che serve: il colloquio clinico di matrice fenomenologica e gruppo-antropoanalitica, l'EMDR per gli eventi traumatici, le pratiche di mindfulness, il lavoro di gruppo. Sono gli strumenti ad adattarsi a te, non il contrario.
Disturbi d'ansia
Depressione e umore basso persistente
Problemi adattativi e cambiamenti di vita difficili da metabolizzare
Disturbi del comportamento alimentare e rapporto con il corpo
Gestione delle emozioni
Analisi della comunicazione e stili relazionali
Difficoltà decisionali
Gestione delle situazioni conflittuali
Offro inoltre consulenze individuali e di gruppo e sostegno psicologico rivolto a operatori sanitari e socio-sanitari, a familiari e caregiver e a persone con disabilità. Sono percorsi pensati per chi passa la giornata a occuparsi di qualcun altro e finisce, quasi sempre, per essere l'ultimo della lista.
Non serve aver toccato il fondo. Non serve una diagnosi. Non serve nemmeno saper spiegare bene cosa non va: quello, spesso, è proprio il lavoro che facciamo insieme. Di solito il malessere si sente e non si riesce a spiegare.
Ci sono però alcuni segnali che vale la pena ascoltare:
una fatica emotiva che dura da settimane o mesi e che non passa con il riposo o con le vacanze;
ansia che si allarga a situazioni sempre più numerose, fino a restringere la vita;
un cambiamento che non riesci a metabolizzare: un lutto, una separazione, una malattia, un trasloco, un nuovo lavoro, la pensione;
il rapporto con il cibo, con il peso o con il corpo che occupa troppo spazio nei tuoi pensieri;
conflitti che si ripetono sempre con lo stesso copione, al lavoro o in famiglia;
decisioni bloccate da tempo, con la sensazione di essere fermo a un bivio;
l'impressione di funzionare benissimo visto da fuori e di non sentire quasi più niente da dentro;
ti prendi cura di qualcuno, ogni giorno, e non c'è più nessuno che si prenda cura di te.
La psicoterapia non promette una vita senza dolore e diffida di chi te lo promette. Offre uno spazio riservato e protetto in cui capire come sei arrivato fin qui, che senso hanno avuto le tue soluzioni finora e quali margini reali hai per muoverti in modo diverso. È un lavoro che richiede tempo e presenza, ma non ti chiede di affrontarlo da solo.
Il primo colloquio serve soprattutto a conoscerci. Mi racconti cosa ti porta qui, io ti dico con chiarezza se e come posso esserti utile, e insieme valutiamo se ha senso proseguire. Nessun impegno, nessuna diagnosi affrettata, nessuna scelta da prendere seduta stante.
Se stai leggendo fin qui, è probabile che il tuo Kairos sia già arrivato.
Scrivimi o chiama per fissare un primo colloquio — in studio a Trofarello, a Torino oppure online.
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Esperienza di coinvolgimento alle tematiche della psicologia dei cittadini a Trofarello. La psicologia fuori dallo studio.
Esperienza di coinvolgimento alle tematiche della psicologia dei cittadini a Torino. La psicologia fuori dallo studio.