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Aperitivo Psicologico
2026

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Il programma (Date, argomenti, location ecc.) potrebbero subire delle variazioni. Vi consigliamo quindi di guardare questa pagina per verificare prima di arrivare all'incontro oppure contattatemi anche con il modulo qui di seguito.
L'incontro sarà caratterizzato da una prima parte di presentazione e di introduzione teorica sull'argomento di discussione quindi si raccomanda di arrivare puntuali per non perdere questa parte.

Ti sei mai chiesto come sarebbe esplorare il mondo della psicologia in un'atmosfera rilassata e informale, lontana dallo studio tradizionale? Forse hai curiosità, domande, o semplicemente desideri uno spazio accogliente per riflettere sul tuo benessere. Se è così, l'aperitivo psicologico è l'occasione perfetta per te!
Immagina di sorseggiare un drink, sgranocchiare qualcosa di buono e, allo stesso tempo, ascoltare spunti interessanti sulla psicologia, partecipare a discussioni stimolanti e magari confrontarti con altri su temi che ti stanno a cuore. L'aperitivo psicologico è esattamente questo: un momento di incontro informale e leggero, dove la psicologia si apre al pubblico, uscendo dalle pareti dello studio per diventare più accessibile.
Non è una seduta di terapia, né un seminario accademico. È piuttosto un'opportunità di confronto e di apertura.
Abbiamo scelto il formato dell'aperitivo proprio per la sua intrinseca natura di incontro e convivialità. L'obiettivo è abbattere le barriere e le paure che a volte possono associarsi alla psicologia, rendendola più vicina e "digeribile". In un ambiente rilassato, è più facile aprirsi, porre domande senza timore di giudizio e sentirsi a proprio agio.
Crediamo fermamente che il benessere psicologico non debba essere un argomento confinato a contesti formali, ma possa essere esplorato in ogni aspetto della nostra vita, anche in un'atmosfera conviviale e stimolante.
Prendersi una pausa di benessere: Dedicare un momento a sé stessi per riflettere, imparare e nutrire la propria mente in un contesto piacevole.
Creare connessioni: Incontrare persone con interessi simili e sentirsi parte di una comunità che valorizza la crescita personale.
Sciogliere dubbi e curiosità: Fare domande, ascoltare le esperienze altrui e confrontarsi su temi comuni legati al benessere psicologico.
Avvicinarsi alla psicologia in modo nuovo: Scoprire concetti e idee che possono migliorare la tua vita quotidiana, presentati in maniera semplice e coinvolgente.


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Locandina con QR-code
Locandina con date


(il programma potrebbe subire variazioni quindi è importante controllare su questa pagina prima dell'evento)
Locandina Aperitivo 2026
Aperitivo PSICOLOGICO 2026
Siete invitati a partecipare ai nostri incontri di psicologia aperti alla popolazione! Un'opportunità unica per esplorare temi importanti per il benessere personale e
collettivo, guidati da esperti del settore.

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Discuteremo di: La Psicologia e la Psicoterapia
La psicologia è la scienza che studia la mente umana, le emozioni e i comportamenti, offrendoci le chiavi per comprendere come funzioniamo e perché agiamo in determinati modi.
La psicoterapia, invece, è l'applicazione clinica di questo sapere: è un percorso di cura e cambiamento basato sulla relazione con un professionista. Attraverso l'ascolto e il dialogo, offre uno spazio protetto per affrontare sofferenze (come ansia o depressione), superare momenti di crisi e sbloccare le proprie risorse interiori. L'obiettivo non è solo risolvere un sintomo, ma raggiungere una maggiore consapevolezza e una migliore qualità di vita.
Discuteremo di: Overthinking
L'overthinking (o "pensiero eccessivo") è un circolo vizioso in cui la mente analizza ossessivamente eventi passati o preoccupazioni future, senza mai arrivare a una vera soluzione.
A differenza della riflessione costruttiva, che porta a risolvere problemi, l'overthinking è una trappola mentale: crea scenari catastrofici ("e se andasse male?"), amplifica i dubbi e genera una paralisi decisionale. Chi ne soffre avverte spesso un costante "rumore di fondo" che prosciuga le energie, causa insonnia e impedisce di vivere serenamente il presente. Uscire da questo loop significa imparare a spegnere l'interruttore del controllo per tornare, finalmente, ad agire.


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Discuteremo di: Autostima e Autoefficacia
Spesso confuse, autostima e autoefficacia sono i due pilastri della fiducia in sé, ma rispondono a domande interiori diverse.
L'autostima riguarda l'essere: è il valore emotivo che attribuiamo a noi stessi. Risponde alla domanda: "Mi piaccio? Merito di essere felice?". È la base del nostro benessere emotivo.
L'autoefficacia, invece, riguarda il fare: è la convinzione di avere le capacità necessarie per affrontare una specifica sfida o raggiungere un obiettivo. Risponde alla domanda: "Posso farcela?".
Mentre l'autostima ci fa sentire degni d'amore, l'autoefficacia ci rende operativi. Coltivarle entrambe in terapia permette di sentirsi non solo competenti nel mondo, ma anche profondamente in pace con se stessi.
Discuteremo di: Limiti e confini
I confini (o boundaries) sono la linea invisibile che separa i tuoi bisogni, le tue emozioni e i tuoi valori da quelli degli altri. Immaginali non come muri che isolano, ma come un "sistema immunitario" relazionale che decide cosa può entrare nella tua vita e cosa deve restare fuori.
Molte persone faticano a porre limiti per paura del conflitto o del giudizio, finendo per sentirsi invase, sfruttate o esauste. Saper dire di "no" senza sensi di colpa è fondamentale: definire i propri confini è un atto di autodifesa e rispetto verso sé stessi. Solo proteggendo il tuo spazio personale puoi costruire relazioni autentiche, basate sulla scelta e non sull'obbligo.


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Discuteremo di: Stress, Strain, Burnout ecc.
Nel mondo del lavoro e della salute mentale, è fondamentale distinguere tra causa ed effetto.
Lo Stress è la reazione (non sempre negativa) a una pressione esterna: scatta quando le richieste dell'ambiente superano le nostre risorse per affrontarle.
Lo Strain (o tensione) è l'effetto immediato di questo squilibrio sull'individuo: è il logoramento psicofisico, il sintomo visibile (es. ansia, insonnia, tachicardia) che segnala che il sistema è sotto carico.
Il Burnout, infine, è l'esito finale e cronico di uno stress mal gestito. Non è semplice stanchezza, ma una vera e propria sindrome da "esaurimento emotivo", caratterizzata da cinismo verso il lavoro, distacco e crollo del senso di efficacia personale. Riconoscerli in tempo è il primo passo per non spegnersi.
Discuteremo di: Relazioni disfunzionali
Le relazioni disfunzionali sono legami che, anziché nutrire, consumano. Non si basano sulla reciprocità e sul rispetto, ma su squilibri di potere, controllo o dipendenza affettiva. Parliamo di relazioni affettive e amicali.
Per evitarle, è fondamentale saper leggere le "Red Flags" (bandiere rosse): sono segnali d'allarme intuitivi che spesso ignoriamo o giustifichiamo, sperando che l'altro cambi.
Esempi classici di Red Flags sono la gelosia possessiva, il tentativo di isolarti, il love bombing (attenzioni esagerate immediate) o la svalutazione sottile. Riconoscere queste bandiere non significa essere diffidenti, ma proteggersi: è il primo passo per smettere di normalizzare la sofferenza e scegliere partner che ti facciano sentire al sicuro.


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Discuteremo di: Procrastinazione
Spesso scambiata per pigrizia, la procrastinazione è in realtà un meccanismo di difesa emotiva molto più complesso. Non è un difetto nella gestione del tempo, ma nella gestione delle emozioni.
Si rimanda non perché "non si ha voglia", ma per evitare le sensazioni sgradevoli associate a quel compito: ansia da prestazione, paura del fallimento, perfezionismo o noia.
Il cervello sceglie la gratificazione immediata (evitare lo stress ora) a scapito del benessere futuro. Il risultato è un circolo vizioso fatto di sollievo momentaneo seguito da sensi di colpa e ulteriore stress. Superarla non richiede più disciplina, ma imparare a tollerare quel disagio iniziale per rompere l'inerzia.
Discuteremo di: Perfezionismo
Il perfezionismo paralizzante non è la sana ricerca dell'eccellenza, ma una forma di ansia che blocca l'azione. È la tirannia del "Tutto o Niente": la convinzione errata che se qualcosa non può essere fatto in modo impeccabile, non valga la pena iniziarlo.
Questa rigidità mentale trasforma ogni potenziale errore in una catastrofe, portando spesso alla procrastinazione (non inizio per paura di sbagliare) o al blocco creativo. Chi ne soffre lega il proprio valore interamente ai risultati, vivendo sotto una costante minaccia di giudizio. L'obiettivo della terapia è imparare la compassione verso sé stessi, accettando che l'errore è parte della crescita e che "fatto è meglio di perfetto".



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Discuteremo di: Narrazione di vita e Confort Zone
La Narrazione di vita è la storia che ci raccontiamo su chi siamo. Spesso viviamo seguendo vecchi copioni interiori ("non sono all'altezza", "sono sfortunato") che diventano profezie che si autoavverano.
Queste storie tracciano i confini della nostra Comfort Zone: uno spazio psicologico familiare e sicuro, dove l'ansia è bassa, ma dove non accade nulla di nuovo.
Restare nella zona di comfort protegge dai rischi, ma impedisce l'evoluzione. Il percorso psicologico serve a prendere la penna in mano e riscrivere la propria narrazione. Sfidare quelle vecchie convinzioni è l'unico modo per uscire dal "conosciuto" e scoprire risorse che non credevi di avere.
Discuteremo di: Il Giudizio
Viviamo spesso intrappolati tra due tribunali: quello esterno e quello interno. La paura del giudizio degli altri nasce dal bisogno umano di appartenenza e validazione, ma diventa paralizzante quando il nostro valore dipende interamente da un "like" o da uno sguardo di approvazione.
Tuttavia, il critico più feroce è spesso il nostro Giudice Interiore. Spesso temiamo che gli altri ci giudichino male perché, in fondo, siamo noi i primi a non accettarci. La terapia lavora proprio su questo: abbassare il volume della critica interna per rendere meno spaventoso lo sguardo altrui, spostando il focus dall'apparire all'essere.
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