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ADHD: Capire, Riconoscere e Sostenere il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività

2025-11-23 15:13

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ADHD: Capire, Riconoscere e Sostenere il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività

L'ADHD è un disturbo del neurosviluppo. Non è maleducazione. Impara a riconoscere i segni e scopri strategie pratiche (compiti brevi, gioco di squadra)

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Benvenuti sul nostro blog. Oggi affrontiamo un argomento complesso ma fondamentale per molti genitori, educatori e adulti: il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD). L'acronimo ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder) definisce un Disturbo del Neurosviluppo, che presenta difficoltà significative nel mantenere l'attenzione e nel controllare l'impulsività e il movimento.

1. Cosa è l'ADHD e come si manifesta

L'ADHD è un disturbo di natura congenita e a eziologia multifattoriale, che include fattori genetici, neurobiochimici, anatomici e ambientali. Generalmente esordisce entro i 12 anni di età e si stima che colpisca circa 3-4 bambini ogni 100. Storicamente, è stato riscontrato più frequentemente nei maschi.

È cruciale ricordare che il bambino iperattivo ha comportamenti problematici, ma NON è un bambino problematico. Spesso, un bambino con ADHD può essere inizialmente percepito come maleducato, prepotente o pigro, ma è fondamentale "capirlo" prima di "gestirlo", riconoscendo la sua fragilità. Dietro a questo disturbo possono esserci situazioni familiari più o meno problematiche, come accade per qualsiasi altro bambino che presenti difficoltà.

L'ADHD si manifesta attraverso tre categorie principali di sintomi: Disattenzione, Iperattività e Impulsività.

I segnali dell’ADHD e l’esperienza interiore:

  • Iperattività: I bambini con iperattività sono sempre in movimento e fanno fatica a stare zitti e fermi. Hanno tanta energia, si annoiano facilmente e sono continuamente attratti da esperienze nuove e stimolanti. A volte, questa vivacità può essere eccessiva, rendendoli ingestibili. Il problema riscontrato non è una provocazione o maleducazione, ma un bisogno fisico che questi bambini non riescono a inibire.
    • Esempi di comportamenti di Iperattività (soprattutto in ambito scolastico): Si alza e gironzola per la classe, si sdraia sotto il banco, chiacchiera e disturba la lezione.
  • Impulsività: I bambini impulsivi sono "vulcanici", impazienti, amanti del rischio ed esagerati nell’agire e nel reagire. L’impulsività è spesso causa di problemi di interazione sociale.
    • Esempi di comportamenti di Impulsività: Non rispetta il proprio turno, interrompe ed è invadente, non riesce a essere paziente.
  • Disattenzione: I bambini disattenti sono spesso "persi nei loro pensieri", sono distratti, disorganizzati e inconcludenti. La loro caratteristica comune è l’intolleranza alla noia.
    • Esempi di comportamenti di Disattenzione: Non si segna i compiti, non finisce il lavoro, ha la testa tra le nuvole, perde e dimentica gli oggetti.

È importante sapere che l'ADHD comporta anche il rischio di presentare comorbidità quali disturbi dell'apprendimento, disturbi del comportamento (come il Disturbo Oppositivo-Provocatorio, DOP), disturbi d'ansia e dell'umore, che possono rendere il quadro clinico più severo.

2. Le Scale di Valutazione e la Diagnosi

La classificazione diagnostica per l'ADHD, come per altri disturbi, si basa su manuali nosografici internazionali come il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM).

Il DSM-5-TR (Text Revision, 2022/2023) mantiene l'ADHD all'interno del capitolo sui Disturbi del Neurosviluppo.

Cambiamenti Diagnostici (DSM-5 rispetto al DSM-IV):

Il DSM-5 ha introdotto alcune modifiche cruciali nei criteri diagnostici per l'ADHD:

  1. Età di Esordio: È stata posticipata da "prima dei 7 anni" a "prima dei 12 anni".
  2. Soglia per gli Adulti: Per gli individui di 17 anni e oltre, la soglia diagnostica è stata ridotta a cinque sintomi (invece dei sei richiesti per i giovani) sia per l'Inattenzione che per l'Iperattività/Impulsività.

Questi cambiamenti hanno portato a tassi di prevalenza più alti quando si utilizzano i criteri DSM-5 rispetto ai criteri DSM-IV.

Strumenti di Valutazione e Screening:

Sebbene le fonti non forniscano un elenco esaustivo di tutte le scale, negli studi epidemiologici e clinici sono spesso utilizzate:

  • Adult ADHD Self-Report Scale (ASRS-6) o la scala completa (ASRS), utilizzata per la valutazione dei sintomi attuali di ADHD negli adulti.
  • Wender Utah Rating Scale (WURS), che valuta retrospettivamente la sintomatologia ADHD nell'infanzia.
  • Mini-International Neuropsychiatric Interview-Plus (MINI-Plus), un'intervista diagnostica strutturata.

Per quanto riguarda la valutazione del funzionamento globale, l’ultima versione del DSM (DSM-5) ha sostituito la scala di Valutazione Globale del Funzionamento (GAF, Asse V del DSM-IV) con la WHO Disability Assessment Schedule (WHODAS), che si basa sulla International Classification of Functioning Disability and Health (ICFDH).

Nota Critica: Sebbene l'ADHD sia classificato come disturbo del neurosviluppo, gli autori del DSM-5-TR ammettono che non esiste un marcatore biologico diagnostico.

3. Cosa si può fare per stare meglio: Strategie Pratiche di Supporto

Il successo nella gestione dell'ADHD, specialmente in età scolare, richiede un approccio di squadra e strategie mirate.

L'Approccio Relazionale e le Regole d'Oro:

  • Non rimproverate e non urlate: I rimproveri, le note disciplinari o le punizioni non sono efficaci e possono peggiorare la componente oppositiva.
  • Siate autorevoli, ma mai autoritari: È fondamentale aumentare la propria autorevolezza senza ricorrere alle urla o al giudizio.
  • Non proibite senza senso: Evitate divieti poco sensati, come vietare di alzarsi. Insegnate piuttosto quali sono i comportamenti opportuni e inopportuni.
  • Pazienza e Determinazione: Servono molta pazienza, molta determinazione e soprattutto molta autorevolezza.

Strategie Strutturali e Comportamentali:

Le strategie più efficaci si concentrano sulla strutturazione dell'ambiente e sull'uso di rinforzi positivi:

  1. Compiti Brevi e Organizzati: Assegnate compiti brevi. Organizzate il lavoro alternando sessioni di "lavoro-pausa-lavoro-pausa", con sessioni che durino circa 30-60 minuti (pause comprese).
  2. Anticipare: Avvisate della durata e della difficoltà dell'attività prima che inizi. Usate strumenti visivi come un timer o una clessidra per scandire il tempo.
  3. Movimento Controllato: Non pretendete che stia fermo. Concedetegli di muoversi per brevi pause (ad esempio, uscire dall'aula 1 volta all'ora per 5 minuti). Assegnate piccoli incarichi che richiedano movimento (come consegnare materiale).
  4. Rinforzi Positivi (Il "Gioco di Squadra"):
    • Monitoraggio dei Comportamenti: Utilizzate un sistema a punti o "bollini" per monitorare i comportamenti (es. bollino verde per i comportamenti corretti).
    • Premi Motivanti: Usate il rinforzo positivo sociale e premi motivanti (es. 10 minuti nell'angolo relax, scegliere un gioco) quando il bambino ottiene risultati positivi (es. dopo 5 bollini verdi).
    • Patto Educativo con la Famiglia: È essenziale fare gioco di squadra tra insegnanti e genitori. Concordate con i genitori di applicare la tecnica dei rinforzi positivi e della raccolta dei bollini anche a casa per lavorare sull'autoregolazione dell'impulso motorio in contesti come a tavola o in luoghi pubblici.

L'Impatto sul Funzionamento Cognitivo:

I problemi cognitivi associati all'ADHD, in particolare il basso Quoziente Intellettivo (QI) e le difficoltà nella Funzione Esecutiva (come la Memoria di Lavoro - WM), sono caratteristiche stabili associate alla presenza di ADHD in qualsiasi momento dello sviluppo (infanzia o età adulta).

In particolare, la Memoria di Lavoro è negativamente associata ai sintomi di Disattenzione in età adulta. Nelle persone con QI alto, un funzionamento scarso della memoria di lavoro è negativamente associato anche ai sintomi di Iperattività-Impulsività; per gli individui con QI alto, la capacità cognitiva può compensare parzialmente le difficoltà associate ai sintomi.

Sebbene le attuali terapie per migliorare la Memoria di Lavoro nell'ADHD siano ancora in fase iniziale, i risultati della ricerca suggeriscono che tenere in considerazione il QI e la Memoria di Lavoro durante la valutazione può aiutare a prevenire diagnosi errate o eccessive, specialmente nei soggetti molto intelligenti. Continuare a offrire supporto e intervento anche a chi ha visto i sintomi clinici dell'ADHD regredire (ADHD remitted) è importante, poiché il deficit stabile nel QI e nelle funzioni esecutive può comunque portare a risultati funzionali peggiori in età adulta.

Disclaimer: Queste informazioni sono fornite a scopo divulgativo e non sostituiscono la consulenza o la diagnosi clinica professionale.

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