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Terapia
Digital Detox e "Sleepmaxxing" e brain rot

Il vero antidoto al "brain rot" è stimolare il cervello in modi nuovi
Parliamoci chiaro: vi è capitato di aprire TikTok o Instagram ultimamente la sera?
Se l'algoritmo vi conosce un po', è probabile che siate stati bombardati da video di gente che fa cose assurde prima di andare a letto. Vedo persone che si scocciano la bocca con il nastro adesivo, bevono intrugli colorati a base di magnesio come se fossero pozioni magiche, o mostrano orgogliosi i grafici del loro smartwatch che analizzano ogni singolo respiro notturno.
Benvenuti nel mondo dello Sleepmaxxing.
In pratica, è la moda del momento: trasformare il sonno da una cosa naturale (e piacevole!) in una specie di Olimpiade. Bisogna "ottimizzare" tutto. Bisogna vincere la medaglia d'oro del riposo.
Da psicologo, guardo tutto questo e penso: "Che fatica!"
Oggi vorrei fare due chiacchiere con voi su perché questa corsa al sonno perfetto, paradossalmente, ci sta tenendo tutti svegli.
Il concetto di base sarebbe anche giusto: dormire è fondamentale. Lo sappiamo, lo dicono tutti, ed è vero. Ma lo Sleepmaxxing prende questa verità e la trasforma in un'ansia da prestazione.
Avete presente quella sensazione quando dovete addormentarvi per forza perché il giorno dopo avete una riunione importante, e puntualmente passate la notte a guardare il soffitto? Ecco. Lo Sleepmaxxing è quella sensazione lì, ma moltiplicata per mille e con l'aggiunta di gadget costosi.
C'è addirittura un termine per questo (perdonatemi il paroloni, ne uso solo uno): Ortosonnia. Significa letteralmente "la fissazione per il sonno corretto".
Funziona così:
Vai a letto.
Ti chiedi: "Starò dormendo abbastanza profondamente? Il mio anello intelligente mi darà un buon punteggio domani?"
Ti agiti.
Il tuo cervello si attiva come se dovesse risolvere un problema di matematica.
Addio sonno.
È il paradosso più vecchio del mondo: il sonno è come un gatto. Se lo rincorri, scappa. Se ti siedi tranquillo e pensi ad altro, ti salta in braccio.
Non è colpa nostra. Viviamo in un mondo incasinato, veloce, dove sentiamo di non avere controllo su quasi nulla. Controllare il nostro corpo, i nostri parametri biologici, decidere esattamente come dobbiamo riposare, ci dà l'illusione di avere il volante in mano.
In più, c'è questa idea malsana che siamo delle batterie. Dobbiamo ricaricarci in modo super-efficiente per essere produttivi al 100% il mattino dopo. Ma noi non siamo smartphone, siamo esseri umani.
Se vi siete riconosciuti in questa descrizione, se anche voi controllate l'app del sonno prima ancora di dire buongiorno al vostro partner, ecco qualche consiglio spassionato, da terapeuta a persona reale:
Togliete quell'orologio: Davvero. Fate un esperimento. Per una settimana, dormite "nudi" (di tecnologia). Il miglior modo per sapere se avete dormito bene non è un grafico a barre, è chiedersi: "Come mi sento stamattina?". Se vi sentite bene, avete dormito bene. Punto.
Siate gentili con le vostre notti "no": Capita a tutti di dormire male. Non è una catastrofe. Non vi ammalerete, non verrete licenziati. Spesso l'ansia delle conseguenze del non dormire fa più danni della stanchezza stessa. Ditevi: "Ok, stanotte va così, mi riposerò comunque stando qui sdraiato".
Meno rituali, più pancia: Non servono dieci integratori e la temperatura della stanza settata al millimetro. Serve spegnere i pensieri. E se non riuscite a dormire, alzatevi. Leggete un libro noioso sul divano. Tornate a letto solo quando vi calano le palpebre.
Il sonno non è un progetto di lavoro. Non è un esame da passare con 30 e lode. È l'unico momento della giornata in cui ci è concesso di non fare nulla.
La cosa più rivoluzionaria che potete fare stasera per il vostro benessere? Smettere di cercare di ottimizzarlo. Spegnete tutto, chiudete gli occhi e, semplicemente, lasciatevi andare.
Buonanotte (quella vera).
Brain Rot
"Brain rot" è un termine gergale (slang) che significa letteralmente "cervello marcio" o "marciume cerebrale". Viene utilizzato per descrivere il presunto deterioramento delle capacità mentali o intellettuali di una persona, causato dall'esposizione eccessiva a contenuti online banali, ripetitivi e di bassa qualità (come video brevi, meme senza senso e scrolling infinito sui social media).
Il concetto non si riferisce a una condizione medica reale, ma a una percezione culturale, tanto che è stato nominato "parola dell'anno" da Oxford Languages nel 2024.
I "sintomi" associati includono:
Oltre a descrivere l'effetto sulle persone, il termine viene utilizzato anche per definire il tipo di contenuti stessi, spesso generati con l'intelligenza artificiale, che hanno un forte potenziale virale nonostante la loro assurdità e mancanza di valore sostanziale (es. l'"Italian Brain Rot").
Ecco una guida pratica in tre passaggi:
1. Riconosci e Limita il Consumo
Il primo passo è prendere coscienza di quanto tempo passi sui social media e quali tipi di contenuti stai guardando.
2. Sostituisci con Contenuti di Qualità e Attività Mentali
Il vero antidoto al "brain rot" è stimolare il cervello in modi nuovi e produttivi.
| Da (Consumo passivo) | A (Coinvolgimento attivo) |
| Scrolling infinito | Lettura: Sostituisci i video con un libro, un articolo di giornale approfondito o una rivista su un argomento che ti appassiona. |
| Video brevi e veloci | Documentari/Film: Guarda contenuti che richiedono 90 minuti o più di attenzione continuativa. |
| Ascolto passivo di musica | Imparare una lingua: Usa app come Duolingo o Babbel per dedicare 15 minuti al giorno a una nuova abilità. |
| Guardare meme | Attività pratica: Dedica tempo a hobby manuali: disegnare, suonare uno strumento, cucinare una ricetta complessa, o fare giardinaggio. |
3. Implementa una "Dieta Mediatica" Rigorosa
Seguendo questi passaggi, noterai un miglioramento nella tua capacità di concentrazione, nella memoria e in generale nella sensazione di avere il controllo sul tuo tempo e sulle tue energie mentali.




